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26/06/2009

La biometria va alla Mecca


La Mecca (SA). E venne il giorno che anche la biometria arrivò alla Mecca. Dal 2010, infatti, i pellegrini del luogo sacro dovranno fornire impronte digitali e fotografie a viso scoperto per poter ottenere il visto. È quanto disposto dalle autorità dell'Arabia Saudita le quali, per rafforzare la sicurezza e migliorare l'ingresso nel Paese, introdurranno un sistema di riconoscimento biometrico che comprende anche la scansione dell'iride. Il principe Khaled bin Saud, sottosegretario al Ministero saudita degli esteri, ha annunciato una gara d'appalto fra aziende internazionali del settore per garantire il servizio a partire dal prossimo anno. Le nuove procedure, applicate già in diversi Paesi fra i quali il Regno Unito, serviranno inoltre a evitare furti di identità e combattere il terrorismo. "Questa importante iniziativa – spiega Khaled bin Saud – è stata presa per rafforzare la sicurezza del Regno e migliorare il servizio per quanti chiedono i visti".
Le ambasciate saudite allestiranno diversi centri nelle principali città del mondo per attuare, in collaborazione con le aziende, il rilascio del visto secondo le nuove procedure. Al momento non è chiaro se la normativa verrà applicata anche alle donne musulmane (anche saudite), molte delle quali indossano il burqa che copre completamente il volto e il corpo. La nuova regolamentazione dei visti permetterà di eliminare le lunghe code che si formano negli aeroporti, per le procedure doganali. L'Arabia Saudita ha già iniziato il rilevamento delle impronte digitali e delle fotografie a volto scoperto degli stranieri che entreranno nel Regno per la Umrah – il pellegrinaggio "minore" – o per motivi di lavoro.
Per ulteriori informazioni www.mofa.gov.sa


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