Introduzione alla biometria
La parola biometria nasce dalla combinazione di due parole greche, che significano rispettivamente "vita" e "misurazione". Nell'accezione specifica, questa parola indica qualunque tecnica che permette di misurare delle caratteristiche vitali o fisiche di un organismo vivente. Rientra nella biometria la misurazione della lunghezza di un osso, la rilevazione di impronte digitali, la misurazione del tasso di glucosio nel sangue e via dicendo. La biometria non è apparsa negli ultimi anni, ma è nata come strumento diagnostico da associare alle primitive tecniche di cura dei medici. Questi, di fatto, dovevano identificare alcuni parametri vitali del corpo, prima di prescrivere la cura appropriata. Tra gli strumenti che possiamo annoverare nell’elenco di quelli biometrici, ad esempio, uno è il termometro.
L'area della biometria affrontata in questo dossier, inserito in un contesto di informazione e cultura sulla sicurezza, ha origini relativamente recenti, databili alla prima metà del secolo scorso.
Le tecniche biometriche che approfondiremo sono quelle che permettono di associare ad un singolo individuo una sua specifica caratteristica biometrica.
L'obiettivo è duplice:
Sono stati i francesi coloro che per primi hanno affrontato questo tema, mettendo a punto una raffinata tecnica di misura delle dimensioni fisiche del cranio, della lunghezza degli arti o delle dita.
Il primo che mise a punto questa tecnica, Alphonse Bertillon, funzionario di modesto livello della polizia parigina, poté dimostrare, dopo qualche esperimento, che la sua tecnica era in grado di individuare i responsabili di efferati crimini, che diversamente non erano identificabili. Bertillon cominciò a rilevare sistematicamente queste misure antropometriche su tutti i soggetti che venivano arrestati, poi iniziò a costruire un archivio segnaletico, secondo uno schema messo a punto da lui stesso.
Mentre il suo archivio diventava più ricco, aumentavano le probabilità di riconoscere un soggetto nuovamente arrestato che presentava un nome falso.
Il successo di questa tecnica fu straordinario ed i francesi, per qualche tempo, conquistarono una posizione di assoluto prestigio, a livello europeo, nell'utilizzo di queste tecniche.
Un problema che però apparve subito chiaro era legato al fatto che le misure dovevano essere effettuate con grande accuratezza. In pratica, solo lo scopritore di questo sistema di classificazione era in grado di effettuare rilievi con la dovuta precisione, in modo da garantire la ripetitibilità. Bertillon organizzò corsi di formazione per numerosi esponenti di polizie europee a Londra e Parigi. Con il passare del tempo, però, si vide che se le misure erano prese dal suo scopritore, i risultati erano affidabili, mentre se la stessa operazione veniva effettuata da altri soggetti, pure addestrati, i risultati erano molto meno credibili. La tecnica cadde gradualmente in disuso e questo fatto ebbe un riflesso negativo sulla psiche dello scopritore, che terminò miseramente la sua vita, praticamente ignorato, dopo i grandi successi conquistati decenni prima.